Il corpo principale con cui lavoro dall'inizio del 2008 è la nuova ammiraglia di casa Nikon per quanto concerne il formato DX, la D300, relegando la D70 a secondo corpo. Ormai da tempo sentivo la necessità di un corpo professionale e tropicalizzato, per poterlo usare e maltrattare in sessioni fotografiche lunghe come ormai mi accade di affrontare. Inoltre il sensore da 12.3 megapixel, fornisce file di grandi dimensioni per rispondere alle esigenze di stampe di qualità anche a grande formato. La gestione eccellente del rumore ad alta sensibilità iso è stata una vera sorpresa, anche a 3200 asa le immagini prodotte dalla macchina mantengono dettaglio e contrasto, e una grana naturale e morbita tipica delle migliori emulsioni. Per chi come me ama scattare immagini street, in cui spesso si è costretti a cogliere l'attino un luoghi spesso poco illuminati, è una vera manna dal cielo. E' sicuramente un corpo macchina straordinario, nella migliore tradizione professionale Nikon.


Il secondo corpo digitale, la
Nikon D70. Mi trovo molto bene con questa macchina che offre a prezzi abbordabili una Nikon in piena regola. Particolarmente apprezzo il sincro flash in TTL da 1/500 di sec. che per chi, come me, ama la macrofotografia naturalistica o di elementi in rapido movimento è una vera e propria manna per congelare il soggetto e ridurre il rischio di micromosso. Altre caratteristiche apprezzate sono: la durata della batteria che permette almeno un migliaio di scatti, l'ergonomia che è più che buona, la facilità di gestione in ripresa (tutti i pulsanti e le ghiere al posto giusto), la solidità dimostrata anche se non ha certo un corpo in magnesio come le "Pro". Altra caratteristica molto apprezzata è la qualità delle immagini generate dal sensore: tutte da sfruttare scattando solo il raw e poi gestendo in fase di post-produzione i settaggi che portano al risultato desiderato. Quest'ultima caratteristica mi libera in fase di ripresa da alcune regolazioni e mi permette di concentrarmi sull'inquadratura e sull'attimo da cogliere.

La Nikon F70 ha rappresentato il passaggio dal lavorare completamente in manuale a quello dell'autofocus, dell'autoesposizione, dei programmi preimpostati che permettono di utilizzare una reflex alla stregua di una compatta. L'ho acquistata sette anni fa' quando mi sono sposato, e la posseggo tuttora. Devo dire che si comporta egregiamente in ripresa, con essa ho realizzato soprattutto diapositive. Un corpo semplice ma completo, che ora utilizzo poco. In un futuro prossimo penso di riutilizzarla a pellicola soprattutto per realizzare bianco e nero.
La Nikon FT3 di famiglia è stata la prima reflex con la quale da ragazzo (9 anni) ho iniziato a fare i conti per scattare fotografie, dopo un paio di compatte che utilizzavamo in casa. Completamente manuale come erano le reflex nel 1977, rubusta come un carro armato, dopo quasi 30 anni e nessuna revisione funziona ancora come il primo giorno. E come il primo giorno, per realizzare una immagine con essa é necessario ragionare, scegliere il tempo, e il diaframma, cercando di indovinare l'esposizione: e poi bisogna focheggiare manualmente, e finalmente, se ci si era ricordati di far avanzare la pellicola siamo pronti a scattare. E' stata, ed è ancora la reflex sulla quale é necessario capire i concetti base della fotografia per poterne cavare immagini: un rapporto ancor oggi non scontato e difficile ma che mi permette di sentirmi dotato di una macchina fotografica e nulla più.

Il Nikkor AF-S 70-200 mm f/2.8 VR G IF ED è un tele zoom di casa Nikon che si presenta da solo. E' il top nella sua categoria di focale, per prestazioni non ha concorrenti anche al di fuori di Nikon stessa. Utilizzabile tranquillamente alla massima apertura, vanta una nitidezza e uno stacco dei piani focali fuori dal comune. Dal peso non indifferente di quasi 2 kg, ha un aspetto e un feeling "roccioso", ricordando subito la sua vocazione al lavoro in qualsiasi condizione in quanto tropicalizzato. E' possibile ottenere un ottimo sfuocato per ritratti su tutto il range di focali, e la stabilizzazione permette di scattare con tempi eccezzionalmente bassi senza il rischio di micromosso, fino ad 1/30 a 200 di focale. Ottima anche la possibilità di limitare il campo di ricerca dell'autofocus, e la possibilità di personalizzare l'utilizzo di tre pulsanti. Se non fosse per il peso, non lo staccherei mai dalla baionetta.

Il Nikkor Micro AF-D 105 mm f/2.8 è stato il mio primo acquisto da quando ho deciso di puntare ad un corredo di ottiche di buon livello. Acquistata prevalentemente per soddisfare il mio desiderio di realizzare e sperimentare nel campo della macrofotografia dove ha veramente pochi rivali. Di essa apprezzo l'ottima luminosità, la nitidezza assoluta e la resa cromatica veramente superiore alla media. Inoltre "abuso" spesso dell'ottica in questione per realizzare ritratti alla massima apertura focale a distanze di poco superiori al metro: in queste condizioni è in grado di rendere un'ottimo spocato, uno stacco netto dei piani dell'immagine e una fedeltà del soggetto ripreso impressionante. Nel ritratto però consiglio di utilizzarlo solo con bambini o modelle perfettamente truccate, la durezza e fedeltà dell'ottica sono in grado di far risaltare qualsiasi micro-difetto della pelle del soggetto.

Il Nikkor AF-S DX 12-24 mm f/4 G IF ED è un obiettivo grandangolare straordinario. Non ha bisogno di presentazioni e non scopro certo io le sue qualità, ma quello che posso dire dopo un anno di uso intensivo è che apre al fotografo nuove prospettive, praticamente inventa spazi invisibili ad occhio nudo. E' una lente inizialmente difficile da padroneggiare bene, soprattutto all'inizio può sconcertare quanto campo si abbia a disposizione. Ma la perfetta tenuta al controluce pieno e l'incredibile contrasto e fedeltà cromatica che sa garantire in ogni condizione lo rendono una delle ottiche che preferisco. Ormai mi sono abituato anche quando la scena da riprendere non ne richieda l'utilizzo, a montarlo a giochi fatti e a sbirciarce nel mirino alla ricerca di prospettive e punti di vista insoliti. Lo abbino a volte ad un polarizzatore circolare Hoya da 77 mm nelle scene con il sole in campo diretto per aumentarne il contrasto.

Il Nikkor AF-D 50 mm f/1.4 è un obiettivo utilissimo in diverse situazioni. Io lo trovo molto valido per il ritratto, sia a figura intera che in riprese più ravvicinate. Infatti grazie al fattore di moltiplicazione che offre il digitale, esso ha una focale equivalente di 75 mm, adatta a questo tipo di riprese. Offre immagini perfettamente controllate, nitide e morbide, ricche di dettagli e con la solita ottima cromia Nikon. Soprattutto a diaframmi tra 1.4 e 2.8, consente nel ritratto di spingersi oltre le possibilità normalmente offerte da un normale obiettivo luminoso. Pienamente utilizzabile già a tutta apertura, è ideale anche per fotografare con la sola luce ambiente, in situazioni di scarsa illuminazione. Un obiettivo sicuramente indispensabile, con una qualità che solo un'ottica fissa sa offrire.
Il Nikkor TC-20E II é il moltiplicatore di focale realizzato da Nikon per gli obiettivi AF-S. Lo uso in accoppiata con in 70-200 quando ho bisogno di focali superiori al 200. Da utilizzare solo unitamente ad obiettivi di grande pregio e con luminosità non inferiore a f/2.8, consente il mantenimento di tutte le prerogative delle ottiche utilizzate (autofocus, esposizione ma soprattutto la stabilizzazione offerta dalle lenti VR). Il mantenimento della stabilizzazione permette di scattare a mano libera per fare caccia fotografica per esempio con tempi particolarmente lenti. Inoltre, nonostante la duplicazione della focale la perdita di qualità rispetto alla lente originale è piuttosto contenuta contenuta. Da utilizzare a diaframmi compresi tra f/8 e f/11.

 


Il Nikon SB-900 è il flash che utilizzo, modello top della gamma professionale del sistema di illuminazione creativa di casa Nikon. Pilotabile in wireless sia dalla D300 che dalla D70, integra anche un commander che consente di gestire diversi altri flash suddivisi su canali diversi. Grande pregio di questo lampeggiatore è la parabola che riesce a coprire un range di focali equivalenti da 14 a 200 mm. Questo consente di avere un lampo concentrato solo sull'area centrale quando si utilizza una lunga focale e non disperso, fornendo una copertura più efficace e in profondità nella scena.