06/06/2016

Muhammad Ali - Cassius Clay

Muhammad Alì-Cassius Clay

Titolo: Muhammad Ali - Cassius Clay

(Photo by ©Thomas Hoepker)

In questi giorni ci ha lasciato una delle figure più importanti che hanno segnato fatto la storia dalla fine dell'ultimo conflitto mondiale: Muhammad Ali (Cassius Clay).

La sua vita sportiva la conoscono tutti, o comunque è facile documentarsi sulla sua straordinaria carriera di pugile. Un'agilità  e una "grazia" nei movimenti che diventano un incubo per gli avversari che faticano a colpirlo, e lo resero quasi un boxeur di una categoria a parte. Tutto questo unito ad una precisione nel colpire ed una determinazione che lo resero appunto un'atleta unico.

Ma non è di questo che vi vorrei parlare, ma di qualcosa di molto più importante che è arrivato negli anni a cambiare la storia delle lotte per i diritti civili, e in una nuova consapevolezza che il popolo ha via via acquistato, e che ora purtroppo in molte zone sta invece perdendo...

Ma andiamo con ordine, quando la storia di Clay arriva per la prima volta a sfiorare la mia oltre l'oceano Atlantico? Tutto parte da mio padre, e il mio ricordo inizia nel 1972 quando avevo 4 anni. Io potrei definirmi se guardiamo solo i numeri un figlio della rivoluzione, nasco nel '68 da due ragazzi del '48.

Fin da piccolo mio padre mi parla di quest'uomo, si capisce che ne è affascinato. Sul ring è un campione non ci sono dubbi, ma c'è qualcosa di più che al momento mi sfugge. Mio padre è un ragazzo che viene dalla campagna e i suoi genitori si trasferiscono in città: non è un cambiamento facile.

Sa bene cosa vuol dire crescere in una periferia in cui in quegli anni restano confinati gli abitanti di serie B: gli anni '60 non sono facili. Capisco più avanti negli anni che Clay rappresenta per lui una persona che ha fatto le sue scelte, che ha pagato ingiustamente per le sue idee, ma che non ha desistito.

Mio padre è sempre stato un uomo pacifico ma allergico all'ingiustizia e all'indifferenza, soprattutto quando ad esserne oggetto erano gli altri e non lui stesso. Questi sono stati i muri portanti della mia formazione, poche regole a scolpite a fondo.

Non generalizzare mai, individuare i propri "avversari" ed "oppositori" e concentrarsi su di essi, continuare senza demoralizzarsi o lasciarsi spaventare se quello che facciamo sembra non dover mai riuscire a cambiare nulla. Lottare per cambiare quello che non va, perché in fondo questo è una delle cose migliori che possiamo fare nella vita: per noi e per gli altri.

Clay ha incarnato con la sua vita tutto questo, e ha usato come pochi la sua popolarità e immagine pubblica per dar voce a tanti che non avevano il diritto di essere nemmeno ascoltati. Ha fatto questo nella sua vita: ha lottato, sbagliato, perso, si è rialzato e ha continuato a perseverare in quello che credeva.

Focalizzarsi contro i proprio veri oppositori è uno dei più grandi insegnamenti che il mondo di oggi sta perdendo. Ai giovani d'oggi molti genitori della mia età fanno credere che ormai tutto il sistema è così, che non puoi fare nulla, che ti devi rassegnare e seguire la corrente.

Invece non è così: si può lottare, anzi si deve lottare contro chi ritaglia diritti per se ed esclude gli altri, perché questa è la prima causa di ogni sopruso. La rivoluzione "culturale" che ha portato i neri d'America fuori dalla profonda discriminazione del dopoguerra, è solo un esempio di percorso intrapreso.

Il mondo è pieno di queste discriminazioni: e anche la vecchia Europa e la nostra italianissima penisola non ne sono certo immuni. 

Puoi stare chiuso nella tua casa a goderti magari la fortuna di essere nato in una condizione agiata: ma se è solo questo che fai, non stai di certo vivendo. Focalizza i tuoi obiettivi, guarda cosa manca a te e ai tuoi fratelli, e mettiti in gioco per cambiare le cose.

La scomparsa di Clay ha riportato alla mia mente la scomparsa di mio padre avvenuta ormai 12 anni fa. Ma oggi ho la consapevolezza che certe persone quando ti hanno insegnato a sognare e a lottare, in fondo, non ti lasciano mai.

Così da un lato perdo un altro pezzo della memoria di quello che ho vissuto insieme al mio carissimo padre: dall'altro sorrido e penso che ora niente più lo potrà separare dal vedere "da vicino" il suo idolo ed esempio.

(Per una volta utilizzo per un mio testo una fotografia che non è ovviamente scattata da me, ma che è un meraviglioso riassunto di quello che Ali è stato: un uomo che lotta affinché le differenze e le ingiustizie sociali siano appianate).

 
 

Pubblicata dal 06/06/2016