Corso Interattivo di Fotografia Digitale

1° Lezione - Cos’è la fotografia: oltre il click istintivo, idee e strumenti per realizzarla

 

Tutti sappiamo cos’è una fotografia, come si scatta, se quando la vediamo ci piace oppure no. Ma forse non ci siamo mai soffermati oltre. Nella prima lezione ne analizzeremo insieme gli aspetti salienti: sono convinto che troverete qualche prospettiva a cui non avevate mai pensato.

Cos’è la Fotografia?

Significato di Fotografia
Letteralmente la parola fotografia deriva da due parole greche: foto (phos) e grafia (graphis). In buona sostanza potremmo dire che fotografia significa "Scrivere con la luce”. Credo che questa sintesi sia perfetta. Sappiamo quindi che la luce è elemento fondamentale della fotografia, ma ritengo che anche lo "scrivere” non sia da meno. Se ci pensate quando scriviamo dobbiamo avere chiare alcune cose: il concetto da esprimere, il linguaggio da utilizzare in funzione anche del destinatario e dello scopo che vogliamo raggiungere, se desideriamo essere sintetici o descrittivi, ecc… Quello "scrivere” sottende tutta la progettualità del compiere un’azione, anche se essa si svolge in una frazione di secondo.

Nasce come una forma di documentazione
La fotografia nasce quasi 200 anni fa come forma di documentazione. Per svariati decenni viene utilizzata al servizio della pittura e non è considerata arte perché il fotografo non mette nulla di suo in quello che crea, a differenza del pittore, dello scultore, del musicista. Così i fotografi erano considerati artigiani dell’immagine di serie b, tecnici in grado di far funzionare uno strumento e nulla più. Le macchine fotografiche erano enormi, e le prime pose duravano ore: era possibile utilizzare la fotografia solo per riprodurre scene statiche come paesaggi. Solo verso l’inizio del 1900 la fotografia, grazie ad alcuni geniali autori che creano suggestioni e visioni con le loro immagini, inizia timidamente ad essere accettata come forma d’arte.

Memoria
La fotografia ha rivoluzionato il modo di fare memoria. Per noi ora è un gesto naturale andare a "rivedere” le immagini del giorno del nostro matrimonio, della festa del primo compleanno di un figlio, com’era quel bisnonno che ci ha lasciato ormai da tanto. Ma provate ad immaginare la stessa azione anche solo un secolo fa. Magari ci avrebbero aiutato una lettera, un appunto preso, un disegno, ma nulla più. La capacità di registrare in una fotografia un frammento di vita per farne memoria è uno dei punti più alti della fotografia, anche se spesso non ci si pensa. Le immagini più importanti sono quelle che raccontano il nostro mondo, i nostri affetti, e che ci aiutano a fare memoria della nostra vita.

Racconto
Può sembrare strano a prima vista che una fotografia possa raccontare una storia, verrebbe più logico attendersi questa capacità dai filmati. Il racconto fotografico è diverso, è estremamente sintetico e diretto, sa condensare in una sola immagine il succo di una storia. Ci sono molte immagini simboliche nella storia della fotografia che dimostrano come questo sia possibile. Ma la capacità di raccontare l’hanno anche tante immagini quotidiane che possiamo riprendere. Pensate all’immagine stupita di un bambino che apre il regalo di compleanno davanti alla torta, con gli amici che osservano alle sue spalle. Supera il concetto di fare memoria, e diventa racconto ed evocazione di quel momento.

Forma espressiva
La fotografia è al pari di musica, pittura, scultura, letteratura, ecc… una forma espressiva. Questo vuol dire che ha un suo linguaggio, attraverso il quale l’autore può raccontare, suggestionare ed evocare sensazioni ed idee. E’ capitato a tutti di rimanere incantati davanti ad una fotografia strepitosa, ma di non saper dire il perché ci ha emozionato.



Oltre il click istintivo

 

Perché scattiamo una fotografia?
Scattare immagini fa ormai parte del nostro quotidiano. Grazie ad una digitale compatta nel taschino, o al cellulare di ultima generazione che abbiamo sempre con noi, possiamo fotografare immediatamente quello che desideriamo. Da questo punto di vista la libertà è aumentata a dismisura negli ultimi anni, e con il digitale anche il costo della pellicola è stato azzerato. Così si scatta senza tanti riguardi al numero di pose, poi quello che non piace o che non è venuto bene tanto si cancellerà. Ma la domanda, ora come 200 anni fa, è sempre la stessa: perché scattiamo questa fotografia? E’ una domanda che dovremmo farci sempre prima di fare click, perché sapere cosa vogliamo ottenere permette di prendere le giuste decisioni e di realizzare la fotografia più adatta.

Perché il risultato spesso ci delude?
Con un’idea in mente realizziamo degli scatti. Arriviamo a casa e desideriamo vedere subito come sono venuti. Magari eravamo davanti ad un panorama maestoso, ma le foto? La prima impressione è che le immagini non gli rendano giustizia: i colori sono diversi, appare un paesaggio piatto e senza attrattiva. Ma dov’è finita la magia di quel posto che abbiamo vissuto in prima persona? E’ importante avere chiaro che la visione di un luogo, ma anche un incontro con una persona, sono difficilmente replicabili in una fotografia. E’ ancora più difficile trasmettere ciò che desideriamo a chi quel luogo o quell’incontro non l’ha vissuto, perché non possiamo far leva sui ricordi. Vi è mai capitato di essere invitati da amici a vedere delle foto delle vacanze, e di sognare almeno una volta di svenire per non dovere guardare tutte quelle immagini che non ci dicono nulla? E’necessario traslare le sensazioni in modo opportuno nella fotografia perché essa riesca a raccontare, piacerci e piacere.

La fotografia registra una porzione limitata dei nostri sensi
Unicamente il senso della vista viene riprodotto in fotografia, e pure in modo parziale. Partiamo da questa considerazione per capire quali aspetti bisogna considerare affinché una fotografia funzioni. Solo la parte di visuale che includiamo nel mirino della macchina fotografica diventerà immagine, tutto il resto per chi osserva la fotografia non sarà mai esistito. Allora è bene pensare a cosa, tra il tutto che abbiamo davanti, debba far parte dell’immagine e anche del come ne faccia parte, per rendere al meglio la scena. Dobbiamo tenere presente inoltre che alcuni elementi che "vediamo” sono ricostruiti dal nostro cervello, e non una realtà percepita dal nostro occhio; allo stesso modo elementi di disturbo a cui non facciamo molto caso guardando la scena, saranno mostrati implacabilmente nella nostra immagine. Ancora, le esperienze degli altri sensi sono del tutto assenti in fotografia: dovremo ingegnarci a suggerirli unicamente attraverso la vista. Così è per il vento, per il freddo dell’inverno, per il profumo di un fiore tropicale o per la superficie tagliente di una roccia. Scopriremo insieme come si possono superare quelli che paiono limiti impossibili.

La fotografia ha un suo linguaggio
Così come la letteratura o la musica, anche la fotografia ha un proprio linguaggio. Se pensiamo alla nostra esperienza e prendiamo in mano un vecchio quaderno delle elementari, scopriremo che scrivevamo frasi semplici. Commettevamo errori di ortografia che ora abbiamo corretto, e avevamo un vocabolario molto ristretto che non ci permetteva di comporre un pensiero raffinato. Dopo aver scritto per anni ogni giorno e aver studiato come migliorare, ci ritroviamo da adulti con un linguaggio maturo e adatto alle nostre esigenze quotidiane (certo il livello raggiunto dipende anche dalle nostre doti naturali). E’ facile immaginare come esercizio, studio e sperimentazioni siano alla base anche delle altre arti. Se non ho mai suonato uno strumento e strimpello a caso su una tastiera, tutti capiranno che non so nulla di musica. Lo stesso dicasi se provo con martello e scalpello a scolpire un pezzo di marmo, o ancora se davanti ad una tela bianca riesco a cavarne un bel quadro. Quando parliamo di fotografia troverete invece sempre qualcuno che vi farà credere che si può prendere una scorciatoia. Che insomma si ottengono subito emozioni, suggestioni, e grandi cose anche senza studiare, senza capirne i meccanismi che la governano. Che gli aspetti tecnici vanno lasciati ai tecnici, perché gli artisti creano sulla vena dell’ispirazione. Fatemi un favore, non credetegli e non lasciatevi abbindolare: è necessario comprendere il linguaggio fotografico, ampliare il proprio bagaglio tecnico per poter esprimere quello che veramente desiderate. Ci addentreremo insieme nella comprensione del linguaggio fotografico, che non è poi nulla di particolarmente complicato.

La fotografia è fatta di idee e tecnica
Caravaggio non sarebbe stato un maestro della pittura se avesse avuto solo una tecnica sopraffina senza idee, e Michelangelo non sarebbe famoso se dopo avere avuto l’idea di come affrescare la Cappella Sistina fosse stato un pessimo pittore. Anche la fotografia vive di questo dualismo inscindibile che è tecnica e idea: l’una indispensabile all’altra. Certo l’idea è alla base di tutto, senza di essa non si può nemmeno pensare di realizzare alcunché. Ma sapere come realizzare l’idea, con quali strumenti, in quale modo, con quale luce, con quale soggetto è altrettanto indispensabile per arrivare ad un risultato completo, e poter parlare di fotografia.



Strumenti per realizzarla

 

Una mente curiosa ed aperta
Sì, non c’è nessun errore: il più importante strumento per padroneggiare la fotografia è proprio la nostra mente. Le belle immagini sono dappertutto intorno a noi, anche quando i luoghi o le situazioni non sembrano interessanti: vanno solo colte. Abituare la mente a vedere e cercare oltre il banale nel quotidiano, è un primo e importante passo in tal senso. Liberare la fantasia e guardare le cose come se le vedessimo per la prima volta, proprio come farebbe un bambino. Affinare l’idea iniziale che ci è venuta, capire cosa vogliamo precisamente realizzare. Questa è la parte più importante e basilare per ogni fotografia, da cui tutto prende corpo.

Una macchina fotografica
Per imparare e migliorarsi va bene qualsiasi macchina fotografica, anche una vecchia reflex o una compatta a pellicola che avete già in casa. Oppure una reflex o una compatta digitale. Lo strumento in questa fase ha veramente poca importanza, quello che serve è averlo e imparare ad usarlo. Potete scegliere ad esempio una compatta digitale: uscite leggeri, la tenete sempre con voi senza problemi e scattate tutte le immagini che volete per provare a costo zero. Al tempo della pellicola la sperimentazione era costosa, e andava fatta con maggiore oculatezza.

Un computer e un laboratorio di stampa
Un computer vi sarà indispensabile se avete una fotocamera digitale, per scaricare le immagini, per "svilupparle digitalmente” con uno dei tanti software adatti, e per archiviarle. Non servono computer superveloci, vanno bene sia pc che mac. Approfondiremo a tempo debito i programmi più adatti per ogni piattaforma. Ma la fotografia è fatta anche per essere stampata. Non vi consiglio l’utilizzo delle stampanti a getto d’inchiostro che pur fornendo ottimi risultati, hanno un costo di gestione molto alto. Potete individuare la bottega di un fotografo di vostra fiducia, o uno dei tanti laboratori online che stampano; mi sento di sconsigliarvi i laboratori dei centri commerciali che in genere offrono risultati scarsi.

Accessori indispensabili
In ordine di importanza non potete fare a meno dei seguenti elementi:
-Una mezz’oretta di tempo da ritagliarvi ogni tanto per poter scattare qualche foto in santa pace, magari da soli.
-Un paio di scarpe da ginnastica comode per non stancarvi troppo mentre vi spostate per trovare il punto migliore da cui scattare.
-La voglia di sperimentare e provare, partendo dalla consapevolezza che per migliorare bisogna sbagliare molto. A questo proposito mi piace ricordare una frase del grande fisico Niels Bohr: «L'esperto è una persona che ha fatto in un campo molto ristretto tutti i possibili errori». E’ questa l’unica strada per diventare esperti in qualcosa o comunque per migliorare: provare, sbagliare, ed imparare dalla nostra esperienza.



Bene, direi che come prima lezione può bastare, so di avere messo tanta carne al fuoco pur senza aver approfondito nulla in modo specifico. Sono soprattutto idee che pian piano vanno digerite e che prenderanno forma e importanza un poco alla volta. Ma è basilare avere fin da subito un quadro chiaro e completo di cosa è nella sua globalità la fotografia. Alla prossima lezione…