Corso Interattivo di Fotografia Digitale

2° Lezione - Composizione dell’immagine: conoscere le regole per poterle utilizzare o infrangere

 

La composizione


La composizione è una fase fondamentale per realizzare una buona fotografia, è il secondo passo nella creazione dell’immagine preceduta solo dall’idea che ci spinge a scattarla. Che la si attui in una frazione di secondo come nel caso di una fotografia "colta al volo”, o la si mediti più a lungo come accade davanti ad un paesaggio statico, in essa è racchiuso il segreto di una buona riuscita. E’ un aspetto che si può valutare soltanto sul campo, così quando abbiamo di fronte il soggetto della nostra immagine, dobbiamo decidere come includerlo nell’inquadratura: scegliere se mostrarlo solo oppure insieme ad uno sfondo adeguato, se e come accostargli altri elementi che lo valorizzino, o come escludere ciò che potrebbe distrarre, decidere cosa enfatizzare e cosa minimizzare. E soprattutto rendere dinamica la fotografia: ovvero fare in modo che la composizione riesca a far percepire le sensazioni e il messaggio che desideriamo trasmettere a chi la osserva. E’ necessario avere ben chiaro che una composizione sbagliata o non funzionale porterà inevitabilmente a cestinare la fotografia: non c’è post produzione che ci possa salvare. Occorre quindi interiorizzare le regole che sono alla base della composizione fotografica. Conoscere le regole, sapere che conseguenze hanno sulla fruizione dell’immagine, ci porta a poterle utilizzare nei contesti più opportuni, ed anche ad infrangerle con consapevolezza. Chi ha studiato le arti classiche, in particolar modo la pittura, scoprirà che non sono un’invenzione recente, ma sono attuate e collaudate da molti secoli dai più grandi maestri. La composizione tuttavia non è solamente l’applicazione di un insieme di regole, o il risultato di un’equazione. La composizione è il momento più forte in cui il fotografo esprime la sua personalità, in cui mescola la sua cultura, i suoi sogni e desideri con quanto ha davanti. Egli mette ordine nel caos che lo circonda, selezionando o per meglio dire distillando gli elementi essenziali. Anche per queste ragioni non esiste una composizione assoluta di una scena, ma quando è buona sarà enfatizzato ogni aspetto comunicativo che avevamo ideato.

I principi della composizione


Pur non essendoci regole assolute per effettuare una composizione perfetta, esistono tuttavia dei criteri sicuri da cui è bene lasciarsi guidare. Potremmo definire il termine "comporre” come "dare forma combinando assieme”. Questo procedimento può essere riassunto nelle seguenti tre fasi:

Esplorazione
Esplorare è un verbo che in genere utilizziamo quando parliamo di una nuova scoperta, o quando studiamo con un dettaglio nuovo ed approfondito qualcosa che conosciamo sono superficialmente. Ebbene, questo è il primo passo da compiere, guardare in profondità il soggetto, girandogli attorno, da tutte le angolazioni e le prospettive possibili. E poi allargare lo sguardo e analizzarlo nel contesto in cui si trova: in rapporto allo sfondo, agli altri elementi, alla luce disponibile in quel momento. Osservarlo da distanze differenti, vedere come nascondere gli oggetti indesiderati cambiando il punto di osservazione o anche solo abbassandosi. Anche piccoli spostamenti nel punto di ripresa possono produrre grandi benefici. Insomma osservate e valutate sotto ogni aspetto la scena che vi attrae, per poter avere il maggior numero di informazioni sulla base delle quali decidere.

Isolamento del soggetto
Una volta ben identificato il soggetto si può procedere al suo isolamento, che non vuole necessariamente dire lasciarlo solo nella scena. Parliamo invece di staccarlo dagli altri elementi enfatizzandolo, conferendogli la giusta importanza. Se il soggetto si può spostare (come nel caso di una persona o di un oggetto) possiamo anche muoverlo in un luogo più indicato, davanti ad uno sfondo maggiormente "accogliente”, orientandolo in modo più appropriato rispetto alla luce. Possiamo quindi interagire con la scena, arrivando fino al punto di cambiarla. Oppure possiamo isolare il soggetto scegliendo un obiettivo con una lunghezza focale importante, usando un diaframma molto aperto per staccarlo meglio sullo sfondo. (Il concetto di lunghezza focale e diaframma saranno trattati nelle prossime lezioni. Per ora basti sapere che la lunghezza focale è gestita sulle fotocamere compatte dalla funzione di zoom, e quello di diaframma dalla scelta del programma tematico).

Organizzazione
A prima vista organizzare fotograficamente quello che abbiamo intorno può sembrare un concetto astratto. Ma se ci pensiamo organizzare vuol dire soprattutto fare ordine, creare una gerarchia tra gli elementi della scena. E’ chiaro che l’organizzazione è prima di tutto nella mente del fotografo, legata strettamente alla sua idea e a quanto vuole esprimere. In ordine a questo molte sono le possibilità di organizzare gli elementi: per attinenza di colore, in base alla forma, alle linee, a luci e ombre, ecc… E’ anche possibile "orientare” la scena ad una sensazione che vogliamo trasmettere: staticità, dinamismo, quiete, drammaticità, ecc…

Principali regole della composizione


Come accennavo in precedenza, esistono una serie di regole di composizione che la fotografia ha in gran parte ereditato dalla pittura. In fondo queste due forme di espressione per quanto radicalmente differenti, condividono il "limite" di dover rappresentare un'idea su una superficie bidimensionale. Vediamo di seguito una carrellata delle principali regole di composizione, per comprenderle e attuarle con cognizione di causa.


La regola dei terzi

regoladeiterziQuesta è sicuramente la più conosciuta e applicata tra tutte le regole, nota anche con il nome di "sezione aurea". E' una tra le poche regole che vale non solo per la fotografia e la pittura, ma ha applicazioni in scultura, architettura, perfino nel campo musicale. Per quanto riguarda la fotografia, per comprenderne l'utilizzo dobbiamo immaginare di dividere la scena con due linee verticali e due orizzontali, ugualmente spaziate tra loro (anche se questa è una piccola approssimazione). Si verrà così a creare un reticolo come quello della figura a lato, in cui le linee, dette "Linee di Forza", si intersecheranno in 4 punti, detti "Punti Forti". In molte macchine fotografiche è possibile far apparire nel mirino una griglia del tutto simile quando si inquadra: ora sapete da dove proviene. Ma come si applica, e perché?

L'idea è quella di porre il soggetto in uno dei quattro punti forti della scena, quelli contrassegnati con il pallino rosso. Il motivo è duplice: in primo luogo c'è il decentramento del soggetto, che viene spostato dal centro dell'immagine. Questo spostamento fornisce maggior respiro alla fotografia e fa in modo che il soggetto non sia il tutto dell'immagine, che non sia opprimente. In secondo luogo risponde ad un canone estetico la cui provenienza è molto remota. Pare infatti che disponendo i soggetti nei punti forti, si ricrei un senso della proporzione che la natura manifesta frequentemente, e che appunto alcuni sostengono essere innato nell'uomo e concepito come armonico. Il nome sezione Aurea deriva proprio da questa convinzione, che si tratti di una proporzione Divina nel creare le cose con armonia. Daltra parte l'utilizzo di simili proporzioni tra gli elementi è stata utilizzata da culture molto diverse, ecco alcuni esempi: in architettura nella grande piramide di Cheope in Egitto (2570 ac), in musica Cluade Debussy nella raccolta Estampes (1903), nella pittura Giotto (1300) e Leonardo da Vinci (1400).

Se nella fotografia abbiamo un soggetto principale ed uno secondario (ad esempio un ritratto di una persona sullo sfondo di una montagna), la regola dei terzi ci invita a porre entrambi i soggetti in punti forti opposti. Questa disposizione permette di mettere in relazione i due soggetti, senza sovrapposizioni, di farlo con una certa armonia: inoltre la diagonale che si crea tra i due soggetti rende dinamica la scena. I punti forti sono aree privilegiate nell'immagine, perché sono punti in cui concentriamo naturalmente l'attenzione.

Anche le linee di forza sono direttrici speciali, proprio perché collegano punti notevoli dell'immagine. Soggetti posti su queste linee hanno un vigore particolare per le stesse ragioni viste in precedenza. Nelle immagini di paesaggio inoltre queste linee sono utili per disporre la linea d'orizzonte: scegliendo una tra le due orizzontali come riferimento, ci invita a porlo fuori dal centro. La regola dei terzi fugge la simmetria e la centralità del soggetto, per cercare un'armonia più aggraziata ma anche maggiormente complessa. Soprattutto per chi comincia a fotografare con più consapevolezza, questa regola può dare spunti e direttive importanti per iniziare a comporre bene un'immagine.

La regola è applicabile in ogni genere fotografico: funziona per la street, come per il paesaaggio, per il ritratto come per la macro. Siamo circondati da immagini ideate su questo principio costruttivo, se provate a sfoglire le pagine di una rivista ne rimarrete sorpresi. Di seguito alcuni esempi di immagini che utilizzano questo tipo di composizione, cliccate sulle miniature per vederle ingrandite.

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Le linee guida
Un altro elemento di grande importanza sono le cosiddette linee guida: vediamo insieme di cosa si tratta. Potremmo definire una linea guida un qualsiasi elemento grafico, che sia ben evidente nella scena davanti ai nostri occhi. Ad esempio in un paesaggio potrebbe trattarsi della traccia di una strada, di un ruscello, una palizzata, il crinale di una montagna, un filare d'alberi, il ripetersi dei tralicci elettrici, ecc... Questi elementi sono molto comuni, e anzi sovente ci troviamo a combatterli quando cerchiamo di ottenere un'inquadratura pulita. Possiamo immaginare le linee guida come la possibilità di farci "amici" elementi che spesso disturbano, volgendoli a nostro favore.

Dovete sapere che l'occhio umano ha la tendenza di seguire queste linee, per individuare a cosa conducono. Ora, se questi elementi sono introdotti nella composizione a ragione veduta, permettono di far compiere al cervello di chi le osserva un determinato percorso. Per esempio, una linea guida che porti dritto al soggetto della nostra immagine lo rafforza. Ancora, una linea guida che conduce dal soggetto principale ad uno secondario, li legherà in modo forte. Ma c'è anche un altro aspetto importantissimo che vale la pena di sottolineare: le linee guida permettono di dare tridimensionalità ad un'immagine bidimensionale. Se osserviamo una strada che si inoltra nella scena,noteremo come essa appaia più grande in primo piano e più piccola man mano che si allontana. Questo aspetto determina un senso forte della prospettiva che dona profondità all'immagine.

Ma non crediate che le linee guida abbiano applicazione solo nel paesaggio, perché sono utilizzate in tutti i generi fotografici. Nel ritratto ad esempio, un braccio teso in una direzione porta immediatamente a seguirne la direzione. Ma la linea guida più forte nel ritratto ha una caratteristica unica: è invisibile. Non è uno scherzo, perché si materializza nella direzione dello sguardo del soggetto. Andate a riprendere qualche immagini in cui il soggetto guardi in una direzione, e poi ditemi se non avete istintivamente guardato anche voi dalla stessa parte.

Usiamo quindi le linee guida nella composizione, spostandoci e girando attorno al soggetto per utilizzarle in modo da rafforzare il messaggio. Sarà più facile armonizzare anche gli elementi più "brutti", rendendoli efficaci. Ricercate inoltre le linee guida meno evidenti, perché saranno anche le più raffinate. Ad esempio la linea che crea un albero caduto, la segnaletica orizzontale, una fila di paracarri, ecc... Di seguito alcuni esempi di immagini che utilizzano questo tipo di composizione, cliccate sulle miniature per vederle ingrandite.

Ecco come sono state utilizzate le linee guida nelle immagini seguenti. 1) Il crinale della montagna conduce lo sguardo verso la luna. 2) La balaustra illuminata che ci spinge a notare il sacerdote, inoltre la linea del suo sguardo che ci porta a vedere il messale. 3) La staccionata sulla spiaggia che ci fa notare la nave all'orizzonte. 4) Lo sguardo del bambino che pur senza essere realmente visibile, ci spinge ad osservare quello che lui sta guardando, ovvero il panorama. 5) La linea del parapetto che conduce fino alla donna vestita di nero, e una seconda che dal suo sguardo ci porta ad individuare la piccola nave all'orizzonte.

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La cornice
La cornice è un elemento compositivo molto utilizzato in fotografia. Le sue funzionalità sono molteplici. In primo luogo una cornice consente di valorizzare maggiormente il soggetto della fotografia, dandogli importanza. Inoltre la cornice utilizza un elemento che sta ad una distanza diversa dal soggetto e a noi molto vicino, contribuendo a dare profondità alla scena. In questo secondo caso possiamo parlare di "quinta in scena", ovvero quando si posiziona un elemento che è vicino al fotografo nel bordo della fotografia: questo accorgimento fa si che lo spettatore si possa immedesimare in quello che vede come se lui stesso fosse presente.

Va anche detto che non tutti gli elementi sono adatti per essere utilizzati come cornice: bisogna ricercarne una adeguata. La cornice deve avere senso con il soggetto: quindi attinente o contrastante con esso. Provate ad immaginare di incorniciare la vostra fototessera con una bella cornice barocca, oppure immaginate un capolavoro del Canaletto incorniciato con un bel profilato sottile di alluminio: non sarebbero la stessa cosa. La cornice può essere realizzata con elementi molto comuni: un ramo frondoso di un albero, la volta di un porticato cittadino, l'entrata di un grotta, ecc... Essa deve avvolgere e "sostenere" il soggetto valorizzandolo, e non introdurre un elemento slegato dall'immagine.

Vi segnalo due elementi importanti da valutare quando decidiamo di introdurre una cornice nella scena. Il primo riguarda il rapporto dimensionale tra il soggetto e la cornice. Se la cornice è troppo grande o troppo importante essa finirà per creare confusione, rubare l'attenzione al soggetto e indebolire l'immagine. Il secondo aspetto riguarda l'esposizione: in virtù del fatto che cornice e soggetto sono su piani differenti, sarà difficile averli entrambi esposti correttamente. Scendete ad un compromesso tra i due elementi, ricordandovi di privilegiare sempre per esposizione e focheggiatura il soggetto. Di seguito alcuni esempi di immagini che utilizzano questo tipo di composizione, cliccate sulle miniature per vederle ingrandite.

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Texture & Pattern
Un altro metodo utilizzabile nella composizione di una fotografia, è l'utilizzo della ripetizione degli elementi nella scena. La natura generalmente offre spunti generosi in questo senso, da poter utilizzare nelle immagini. La ripetizione di elementi avviene ad esempio in un filare di alberi, nelle linee parallele di un terreno appena arato, nelle colonne di una chiesa, nei plinti di cemento armato di un palazzo moderno, ecc... Questi sono esempi molto vistosi e semplici da individuare perchè di dimensioni macroscopiche, ma con un po' di curiosità è possibile scovare ripetizioni su scala ridotta. Una serie di goccioline di condensa sul vetro di una finestra, una fila di ghiaccioli che pende da un ramo in inverno, le teste dei fiammiferi in una scatola di cerini, ecc... Texture & Pattern possono essere il soggetto stesso della fotografia, il motivo primario per cui la si scatta, oppure possono aiutare a rendere dinamica e a rafforzare la composizione e il soggetto stesso. Se la ripetizione è il soggetto principale della fotografia è necessario valorizzarla al massimo, scegliendo un punto di ripresa e un obiettivo che la mostrino con forza: sovente immagini di questo genere creano visioni astratte. Se invece Testure & Pattern sono a supporto del soggetto, va cercato il giusto compromesso per mostrarle senza rubare l'interesse al soggetto stesso.

Un piccolo trucchetto che si può utilizzare per evidenziare il senso di ripetizione, è quello di intrudurre un punto di rottura in esso, una piccola zona in cui la ripetizione non avviene. E' interessante notare come questa piccola carenza faccia risaltare per contrasto la ripetizione, sottolineandola fortemente. Nella seconda immagine d'esempio che segue, l'alberello sul crinale oltre ad essere soggetto spezza la ripetizione dello steccato. Nella quinta invece è la capocchia del fiammifero bruciato di diverso colore che spezza la trama e la ripetizione di quelli ancora utilizzabili.

Di seguito alcuni esempi di immagini che utilizzano questo tipo di composizione, cliccate sulle miniature per vederle ingrandite.

 

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Lo spazio negativo
Soprattutto quando si inizia a fotografare si tende a riempire l'inquadratura di elementi, utilizzando ogni spazio disponibile. Come se avessimo a disposizione un'unica pagina di un diario, per scriverci tutta una storia fitta fitta. Ma la fotografia ha altre dinamiche narrative, e ci si accorge ben presto che in un'immagine sono necessarie zone in cui non ci sia nulla di interessante, o così almeno può sembrare a prima vista. Queste aree che danno equilibrio alla composizione e forza al soggetto prendono il nome di spazio negativo. Bisogna superare il concetto di vuoto come mancanza o carenza, iniziare a considerarlo al pari di qualsiasi altro elemento, e gestirlo. Se ci si pensa un momento ci si rende subito conto di come questo sia assolutamente naturale.

Lo spazio negativo si può concretizzare in tantissimi modi: un cielo lattiginoso senza dettagli, da uno sfondo monocromatico senza trame, da una zona della fotografia dove la luminosità forte o al contrario l'ombra più profonda celano ogni elemento alla vista. Comunque sia creato questo spazio è in antitesi con il concetto di soggetto, di mostrare, di aggiungere informazioni visive. Proprio questa assenza di informazioni farà risaltare per contrasto ogni più piccolo soggetto o dettagli sia incluso nell'immagine, conferendogli maggiore importanza.

Questo accorgimento compositivo si sposa e viene utilizzato in tutti i generi della fotografia, dal ritratto al paesaggio, dalla fotografia naturalistica allo still life. Di seguito alcuni esempi di immagini che utilizzano questo tipo di composizione, cliccate sulle miniature per vederle ingrandite.


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