L'Eternita' Quotidiana

 

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A volte accade nella vita di sentire improvvisamente l’impulso di iniziare un lavoro, tracciare una strada nella nostra esistenza senza sapere oggettivamente dove questa ci condurrà. Questo portfolio nasce così. La visione primitiva era piuttosto semplice, affinare con metodo la tecnica di ripresa in studio (luci, inquadratura, studio e creazione dei set da riprendere) per poter avere maggiore padronanza dei mezzi tecnici da utilizzare nella fotografia artistica, altro genere fotografico che prediligo. Insomma, una sorta di palestra da utilizzare quando non mi era possibile uscire di casa e fotografare. 

 

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Mi attrezzai con un’ottica dedicata (Nikon Micro 105 AF-D f2.8) che montata sul corpo digitale (Nikon D70) ha formato l’accoppiata con cui sono stati eseguiti tutti gli scatti del portfolio. Ben presto lo scopo dello studio passò in secondo piano… Affascinato e a volte quasi incredulo dei risultati ottenuti con un’attrezzatura così semplice e casalinga, dopo aver provato a fotografare diversi tipi di soggetto, intuii che lo studio doveva rivolgersi all’acqua, anche se non mi era del tutto chiaro cosa in essa mi attraeva. Affinando la tecnica in relazione al particolare soggetto, dopo pochi scatti, finalmente mi fu tutto chiaro... L’acqua elemento eterno e perfetto, carico dei significati di vita, purificazione e morte mi ha permesso di racchiudere in una serie di istanti, invisibili ad occhio nudo, la visione di una eternità immobile e dinamica allo stesso tempo, che cammina insieme a noi anche se quasi mai ce ne accorgiamo. 

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L’acqua è un elemento che permea l’esistenza di ogni uomo, è esperienza di tutti, è una cosa scontata; ma è anche un elemento infinito, che esiste prima del nostro inizio e sussiste oltre le nostre vite, ci è indispensabile anche se non la conosciamo. In ogni istante, se osservata e accolta ci regala una goccia d’eternità, in quell’istante irripetibile. In questo ho trovato un profondo parallelismo con le nostre esistenze e quelle delle persone che ci vivono accanto. Spesso i nostri cari ci regalo amore ed emozioni che possono rendere eterni gli istanti della nostra vista, se riusciamo a vederli e accoglierli. Come il lento cadere ritmico delle gocce in sequenza, così le nostre vite sono formate da un insieme finito di perfetti istanti eterni che si stemperano con il tempo in cerchi d’acqua…

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Tornando brevemente sulla realizzazione tecnica delle fotografie del portfolio, ho provato grande soddisfazione nell’ingegnarmi (anche con l’ausilio e il supporto estetico di mia moglie) a trovare soluzioni di ripresa completamente artigianali. Volutamente non ho utilizzato nessun lampeggiatore o flash esterno, ma solo quello integrato nella D70 che ha il grosso pregio di essere sincronizzato fino a 1/500 sec. Il set di ripresa è sempre stato il lavandino del bagno di casa, nel quale ponevo un contenitore di vetro. Le gocce sono state generate dallo sgocciolare del rubinetto nel contenitore riempito d’acqua. L’illuminazione aggiuntiva è stata ottenuta con una piccola abat-jour presa a prestito dalla camera dei figli e dalle luci alogene incluse nel mobile del bagno. La macchina fotografica è stata posta sul cavalletto, gli scatti effettuati con telecomando remoto per evitare qualsiasi possibilità di micromosso che in macrofotografia è sempre in agguato. Per ottenere i colori e le trame che si intravedono nelle immagini, è stato necessario ingegnarsi parecchio utilizzando i materiali più insoliti da mettere sotto ed intorno al contenitore nel quale cadevano le gocce, per generare in esso trasparenze e riflessioni originali; solo per citarne alcune, si va dalle trame dei tessuti di camicie scozzesi alle carte colorate che confezionano le uova di Pasqua per bambini. Tutto questo lavoro artigianale di preparazione del set di ripresa è stato molto intrigante e ha sottolineato ancora una volta come in fotografia, con una buona idea e tanta inventiva è possibile esprimere ciò che desideriamo.

 

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