La Mia Visione

 

maxartis

Ho letto spesso frasi o definizioni con cui grandi fotografi e comuni fotoamatori hanno nel tempo e nella storia cercato di svelare cosa la fotografia rappresentasse per loro. Avete mai pensato a ciò? Credo che in nessun'altra forma d'arte gli artisti stessi hanno desiderato spiegare e cercare di capire loro per primi fin dove quella forma di espressione li potesse portare nel rapporto con loro stessi e di conseguenza in quello con gli altri. Ed ancor più sorprendente è vedere l'eterogeneità delle motivazioni che vengono addotte. Quello che comunque ogni fotografo dovrebbe ricercare una volta iniziata una seria pratica fotografica, è la propria personale motivazione. Perchè ci si rende ben presto conto che ci sono infiniti modi di riprendere una scena, ma uno solo è quello che abbiamo in mente o che il nostro subconscio ci spinge a ricercare. Ed è vero che quando lo otteniamo lo capiamo subito. E nel capirlo spesso si prova una strana sensazione, guardando quello scatto è come se guardassimo da spettatori all'interno di noi stessi e riuscissimo a vedere qualcosa che non è bello o non è brutto in se, ma è una parte della nostra persona "rivelata" a noi stessi. Fotografare non può essere un lavoro o un'esercizio fine a se stesso, fotografare vuol dire andare alla ricerca di se stessi. La fotografia a questo punto nasce da sola, è un’esigenza. Espressione profonda di quell’istante irripetibile che mi ha portato a realizzarla. La fotografia è espressione della mia interiorità, indagine profonda e senza maschere del mio io, del mio status. E quando le rivedo a distanza di tempo rivivo le stesse emozioni, le stesse gioie e inquietudini che mi hanno condotto a realizzarle. Attraverso di esse posso guardare in faccia la mia storia, il mio passato: sfiorare solamente il presente, aspettando con ansia di cogliere la prossima emozione