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24 ago 2026
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Le montagne come occasione per scendere nel proprio abisso

Mountains as an opportunity to descend into one's own abyss

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DESCRIZIONE

Le montagne offrono tante occasioni agli uomini ed è normale che sia così. Le possiamo ammirare comodamente dalle valli e goderne la loro bellezza. Oppure ci avviciniamo maggiormente con impianti, funivie, sentieri e strade che abbiamo creato. Possiamo anche salirle seguendo qualche via ferrata o una linea alpinistica che ci portano fino in vetta.

In ogni modo in cui si decida di interagire con esse, siamo costretti almeno a guardare verso l'alto se non ad andare verso l'alto: salire pare essere l'unica azione possibile.

Personalmente credo che l'esperienza più intima che le montagne mi permettono di fare è quella di confrontarmi onestamente con me stesso. Per fare questo occorre inoltrarsi in esse in silenzio e in solitudine, non deve esserci nessun tipo di distrazione che ci possa far sentire in compagnia o sostenuti da qualcun altro. Mano a mano che si procede i miei sensi si accendono ed escono non più mortificati dal torpore della quotidianità da mille rumori e distrazioni che li disturbano e al contempo ci confortano. Quando sei costretto a stare solo con te stesso inizi a capire rapidamente che tipo di persona sei: molti scoprono di non riuscire a stare soli e dovrebbe essere colto questo campanello d'allarme per poterci lavorare.

Io ho iniziato fin da ragazzo a voler scoprire i luoghi che ho attorno da solo non saprei dire il perché, tutti i miei amici non lo facevano. Ho imparato a sentire come sale la mia inquietudine quando non sono a mio agio, provare a gestirla, mediarla con l'esperienza che pian piano ho accumulato negli anni. Quando devi valutare cosa fare, prendere decisioni importanti che possono avere anche ripercussioni nefaste in caso di errore e non puoi chiedere consiglio a nessuno, allora puoi imparare molto di chi sei veramente. Non c'è più spazio per quello che vorresti essere, per quello che magari racconti di te. Mentirti in quei casi non ti conviene e devi valutare con estrema onestà quello che sei, che senti. Sei costretto tuo malgrado a guardare in quell'abisso che è la tua vera natura senza osservarlo con disprezzo, anzi, cercando di capire ed amare ogni tuo pregio ed ogni limite.

Quest'esperienza ha molto a che fare con lo scendere e non con il salire. Apro una botola e scendo dentro un universo che non è esattamente quello che gli altri vedono di me. Ma è fondamentale per me conoscere almeno un po' la realtà di quello che sono ed avere una mappa puntuale dei miei limiti ed insicurezze. E riscopriremo l'istinto, che la nostra società moderna tiene in così ben poca considerazione, come uno dei consiglieri più preziosi che possano viaggiare con noi.

La cosa buffa che constato con molti di coloro che giustamente mi dicono che in montagna non si va mai da soli, che è pericoloso (e hanno ragione nel sostenerlo), è come io sia mediamente molto più cauto e meno spregiudicato di loro. Quando hai costruito la tua esperienza un mattone alla volta, conosci bene i rischi e conti solo sulle tue forze fisiche e mentali, dopo tanti anni diventi una persona prudente in relazione alle tue possibilità.

Per chiarezza lo scrivo nuovamente, non voglio fraintendimenti: non invito nessuno ad andare in montagna da solo. Ciascuno è responsabile delle proprie azioni, o almeno dovrebbe, e non dovrebbe basare le proprie scelte su quanto fanno gli altri.

Immagine ripresa al Lago di Braies.

DATA E LUOGO

01/09/2012
Braies - Alta Val Pusteria - Alto Adige Sudtirol - Italia

ATTREZZATURA

Nikon D800
Nikkor AF 24-70 G F/2.8

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