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07 set 2026
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Recensione album: "Declan"
Autore: Declan Galbraith


Premessa

Questa è la mia PRIMA recensione di un album in assoluto 

Ho scelto questo album perchè nella mia intera collezione forse (Anzi Sicuramente) è quello a cui sono più affezionato in assoluto perchè l’ho comprato ormai ben più di 10 anni fa (andavo ancora alle elementari)

Suddividerò la recensione in capitoli e alla fine incorporerò il link di un video di presentazione dell’album (Un promo) che ho trovato cercando su YouTube dopo qualche anno.

Declan Galbraith 

Declan Galbraith nasce il 19 dicembre 1991 nel Regno Unito e fin da ragazzino in tenera età coltiva la passione per il canto, infatti l’album Declan esce proprio nel settembre del 2002. È il primo e unico album della sua intera discografia a essere pubblicato sotto il suo nome completo come artista, I successivi vengono pubblicati prima con solo il nome (Declan) e dopo qualche anno con lo pseudonimo “Child Of Mind” 

L’album

La copertina dell’album risulta molto pulita alla vista e gradevole, in facciata è bianca e sotto ci sono 4 foto di Declan in varie pose mentre sorride, mentre aprendo il booklet ci sono delle note sull’album scritte sempre dallo stesso Declan, I testi dei brani, tutti I vari crediti per I brani e qualche foto. Sul retro del booklet invece campeggia una foto di Declan che sbuca da dietro una finestra sorridendo con di fianco la lista delle tracce dell’album in ordine numerato, il disco invece è molto pulito, color grigio con su scritto “DECLAN” in maiuscolo un po’ in penombra/non si nota molto se non ci sono dei riflessi/se non si guarda con molta attenzione.

Elenco tracce

L’album principalmente si compone di varie cover di brani pop e tradizionali folk/irlandesi:  


1. Danny Boy
2. Carrickfergus
3. Imagine
4. I’ll Be There
5. It All Begins With Love
6. Your Friend
7. Love Can Build A Bridge
8. Mama Said
9. Till The Day We Meet Again
10. Amazing Grace
11. Circles In The Sand
12. Angels
13. Tell Me Why
14. Twinkle Twinkle Little Star (Declan’s Prayer)

Originali e cover

Come già detto sopra l’album si compone sia di tracce originali scritte apposta per lui che di cover di canzoni più o meno famose: 

I brani originali sono: 

1. It All Begins With Love
2. Your Friend
3. Mama Said
4. Till The Day We Meet Again
5. Circles In The Sand
6. Tell Me Why

Le cover invece sono: 

1. Danny Boy (Tradizionale Irlandese)
2. Carrickfergus (Tradizionale Irlandese)
3. Imagine (John Lennon)
4. I’ll Be There (Jackson 5)
5. Love Can Build A Bridge (Naomi Judd)
6. Amazing Grace (Inno Religioso Tradizionale)
7. Angels (Robbie Williams)
8. Twinkle Twinkle Little Star (Ninnananna tradizionale inglese)

Traccia per traccia

1) Danny Boy: Un classico irlandese, cantata con molta delicatezza nella prima parte, con sotto solo una chitarra classica, poche percussioni e nel ritornello c’è un’apertura dove subentrano: percussioni, flauti, tamburello, un’altra chitarra classica suonata in parallelo e dei pad, inoltre verso la fine del pezzo subentra la batteria a fare da parte ritmica al pezzo ma non in maniera prepotente, in modo tale da non coprire la sua voce, il brano si conclude con un flauto suonato in maniera molto sottile e delicato che sfuma piano piano accompagnato da un rumore di stelle.


2) Carrickfergus: Il brano si apre con un flauto traverso suonato in maniera estremamente delicata, dopo subentra una parte orchestrale di archi e un timpano/percussione suonato con varie sordine messe sopra per attutire il suono, sul secondo ritornello all’inizio va in voce piena ed è molto piacevole come scelta stilistica nel brano, ma rimane sempre molto ascoltabile e rilassante, dopodichè subentra una breve parte strumentale dove ci sono vari elementi orchestrali, e alla fine viene ripreso il ritornello ma sulla parte finale la musica si ferma e lascia spazio ad un acuto molto potente e lungo che conclude il brano.


3) Imagine: Grande classicone di John Lennon. Il brano si apre con una mini intro di chitarra classica, dopo poco subentra un pianoforte che fa da sottofondo per la voce di Declan praticamente per tutto il brano e dopo si aggiungono delle percussioni, all’inizio dei ritornelli riparte la chitarra classica che fa dei giri molto brevi e verso il finale c’è un crescendo molto evidente dove subentra anche un coro gospel a fargli da controcanto, molto molto piacevole devo dire.

4) I’ll Be There: Brano dei Jackson 5, originariamente cantato da un giovanissimo Micheal Jackson. Qui Declan gioca un po’ con la voce ed è un brano perfetto per lui, in quanto avendo una timbrica vocale molto simile a quella di Micheal Jackson quando era bambino è molto avvantaggiato e può riprodurlo praticamente alla perfezione, la voce in alcuni punti ha un reverbero non troppo accentuato, appena percettibile e dietro durante tutto il brano c’è un coro che gli fa da controcanto, che da apertura all’intero brano.

5) It All Begins With Love: Primo inedito dell’album: Il brano si apre con un rumore di tuono, dopo parte quello che sembrerebbe un sintetizzatore o un’organo e dopo subentra il pianoforte a fare da sottofondo alla voce di Declan. Dopo la prima parte subentra un pad elettronico che tiene il tempo e sempre per tenere il tempo subentrano dei campanelli piccolini tipo sonaglini che vengono suonati a tempo con il resto del brano, dopodichè subentra la batteria e man mano che il brano va avanti il suono si apre, nell’inciso finale c’è questa “esplosione” in cui tutti gli strumenti e la voce di Declan si aprono e fanno un tappeto sonoro che personalmente trovo splendido, dopo gli altri strumenti si zittiscono, rimane solo la voce di Declan alla fine con il piano a fare gli ultimi accordi e la traccia si conclude con 2 note di pianoforte.


6) Your Friend: Secondo inedito dell’album: Il brano si apre con una tromba e una batteria suonate quasi in maniera oserei dire jazz, la voce di Declan qui è molto tranquilla, quasi parlata all’inizio ma dopo man mano che il brano va avanti si apre sempre di più fino ad andare in voce piena all’inciso, una sorta di “dialogo con un’amico” (Andando a leggere il testo si capisce bene).


7) Love Can Build A Bridge: (Brano della Judd): il brano si apre in maniera a capella (Quindi solo con la sua voce) dopodichè entrano: dei pad, dei clap, un flauto e infine una chitarra classica (tutte in questa sequenza qua, dal primo all’ultimo), poi sui ritornelli e nel finale subentra un coro che gli fa sia da controcanto che da sottofondo nelle parti più acute del brano. C’è un piccolo pezzo a capella e dopo alla fine subentra il coro per tutto il finale che gli fa il controcanto, e quando si arriva alla fine del pezzo la voce di Declan passa in secondo piano, si ferma e solo alla fine fine fine quando praticamente non si sente più niente il coro fa ancora 2 o 3 giri.


8) Mama Said: Terzo inedito dell’album: Il brano si apre con un suono di arpa insieme a dei piccoli campanelli, dopo pochi secondi subentra la batteria insieme ad una chitarra che fa solo da accompagnamento a tutto il resto. Verso la fine c’è una parte incisa di Declan che fa un piccolo assolo vocale e dopo riparte il coro dietro a cantare insieme a lui.


9) Till The Day We Meet Again: Brano dedicato all’amicizia e al fato che due amici devono separarsi, la sezione stumentale è estremamente minimale, batteria e chitarra classica, niente altro. La voce di Declan in questo brano alterna momenti in cui è molto delicati (Strofe) e altri in cui va in voce piena e diventa molto potente, anche qua c’è un coro che però dura praticamente tutto il brano ed è molto piacevole da ascoltare.


10) Amazing Grace: L’inno sacro per eccellenza, reinterpretato da un sacco di artisti, musicisti e altro in millemila versioni. La versione di Declan non fa eccezione, completamente a cappella senza nessuno strumento dietro per esaltare il suo timbro molto delicato. Dopo la prima strofa dietro subentra un coro gospel che gli fa da parte strumentale e rende il brano molto più gradevole all’ascolto, mi permetto di segnalare una piccola pignoleria che però personalmente non trovo molto fastidiosa, a 2:40 non si sa per un’errore di mastering o simili c’è una piccola sovrapposizione con una registrazione di una take forse riuscita non proprio benissimo. Ma non è una cosa che personalmente a me non disturba affatto.


11) Circles In The Sand: Un brano suonato quasi con delle sonorità “da deserto” all’inizio (tromba suonata in modo particolare e percussioni molto ritmate), l’intero brano si sviluppa attorno ad un giro di piano, chitarra e percussioni tutte intrecciate in maniera perfetta e si chiude con un suono di violino e di chitarra messi insieme.


12) Angels: Un classicone senza tempo di Robbie Williams: In questo brano tutto l’arrangiamento è stato rivisitato per renderlo più adatto alla voce delicata di Declan, infatti ci sono: pianoforte, violini, chitarre acustiche, piatti, pad elettronici e poco altro. Arrangiamento essenziale che però suona molto bene. Qui è sicuramente uno dei brani dove la voce di Declan risuona in maniera più potente nei ritornelli ma sempre molto ben controllata e a fuoco con il resto del mix e della base. Segnalo inoltre che verso la fine c’è una parte strumentale con solo gli archi molto bella prima dell’ultimo inciso, poi si chiude solo con il violino e i pad.


13) Tell Me Why: La traccia a mio parere più bella dell’intero album: È un’inedito dove Declan si fa una domanda che tutti a mio parere dovremmo farci: Perchè ci sono le guerre, perchè le persone sono in difficoltà?, perchè dev’essere tutto così?, cosa devo fare per diventare un’uomo?, devo combattere per dimostrare a tutti chi sono? La mia vita è fatta per essere spesa in un mondo pieno di guerra? Il testo è veramente molto molto potente e dietro c’è un coro durante tutto il brano che aggiunge ulteriore coinvolgimento emotivo al testo e alla musica.


14) Twinke Twinkle Little Star (Declan’s Prayer): Una rivisitazione della classica ninnananna: Il brano si apre con un carillon che viene caricato e viene suonato insieme ad un piccolo sintetizzatore, il brano è cantato in maniera molto delicata e ad un volume di voce estremamente basso, quasi come se fosse una ninnananna per l’ascoltatore, poi si conclude con il rumore delle stelle che si allontanano e un piccolo flauto di pan che chiude il disco

Conclusioni

Declan è un disco che riesce a camminare sul filo sottile tra la perfezione interpretativa di un talento precoce e la freschezza di un progetto discografico nato con il cuore. Tra inediti luminosi e cover rilette con sorprendente rispetto, l'album si regge interamente sulla purezza di quella voce. Per me rimane un classico assoluto, un'opera che continuo a mettere su con immenso piacere mentre lavoro al computer o anche prima di andare a nanna per decomprimermi e rilassarmi, consapevole che certi dischi non invecchiano mai davvero.


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